Javier Milei è accusato di essere coinvolto in una truffa crypto che in poche ore ha mandato in fumo oltre 286 milioni di dollari e lasciato oltre 74 mila risparmiatori nel mondo con un pugno di mosche.
L’episodio ha scatenato un’ondata di critiche e richieste di impeachment, oltre a una pioggia di denunce penali contro il capo dello Stato.
Il tweet
Il 14 febbraio il presidente argentino ha ricondiviso dal suo account X (3 milioni di follower) un post di endorsement su una criptovaluta semi-sconosciuta, il token $Libra, registrato su blockchain Solana.
Nel messaggio, il presidente ha presentato la criptovaluta come un’opportunità per stimolare la crescita economica dell’Argentina, un progetto nato per “finanziare piccole imprese e startup argentine”. Per rafforzare la sua posizione, ha anche allegato il link del sito web del progetto.

Come riporta La Nacion1, la quotazione di $Libra prima del post era di 0,25$. Nel giro di qualche ora il prezzo è salito fino a toccare i 5,40$ spinto da ordini di acquisto mastodontici per un totale di 3,5 milioni di dollari.
Il crollo di $Libra
L’impennata della criptovaluta ha avuto vita breve. Quando un piccolo gruppo di wallet ha prelevato quasi 90 milioni di dollari, più dell’80% del denaro in circolazione, il valore di $LIBRA si è polverizzato tornando sotto 0,19$.
Nella notte Milei ha cancellato il suo post e ha pubblicato un nuovo messaggio su X, affermando di non essere a conoscenza dei dettagli del progetto e negando ogni coinvolgimento.
Un precedente scomodo
Non è la prima volta che Milei si trova coinvolto in controversie legate al mondo delle criptovalute. Nel 2021, quando era ancora deputato, aveva promosso CoinX, società successivamente coinvolta in uno scandalo di truffe piramidali nel 2023, con perquisizioni negli uffici e l’arresto di quattro dirigenti. All’epoca il presidente argentino si era difeso affermando che la sua era stata semplicemente un’opinione professionale.
Il ruolo di Kelsen Venture
Fonti di stampa argentine scrivono che il crollo del token ha causato perdite superiori ai 286 milioni di dollari a danno di oltre 74 mila investitori in diverse parti del mondo. Nei gironi seguenti sono emersi dettagli sospetti sulla società dietro $Libra: la KIP Network, promotrice dell’iniziativa, aveva registrato il sito ufficiale del token appena poche ore prima del tweet di Milei.
Hayden Davies, fondatore di Kelsen Venture e uno dei principali responsabili della creazione del token Libra, ha dichiarato di voler attendere istruzioni dal governo argentino e di essere disposto a rimborsare il denaro agli investitori.
Ha anche detto che il mercato dei meme-coin è privo di regolamentazione e che investire in crypto equivale a scommettere in un casinò senza regole, dove persino l’uso di informazioni privilegiate è permesso.
Quello che si è delineato sembra più classico dei “pump and dump“, una tattica di manipolazione del mercato in cui poche persone interessate gonfiano il valore di una crypto con acquisti massicci per attirare i partecipanti, per poi vendere improvvisamente insieme facendo crollare il prezzo e incassando la plusvalenza.
La difesa di Milei
Anche Milei ha usato parole simili per prendere le distanze dalle accuse: “Se vai al casinò e perdi soldi, qual è il reclamo se sapevi che aveva queste caratteristiche?”, ha detto confrontando le operazioni con le criptovalute al “gioco d’azzardo”.
Il presidente ha sottolineato che gli investitori di $Libra hanno agito per volontà loro scaricando le responsabilità su coloro che hanno perso il denaro: “È un problema tra privati, qui lo Stato non gioca alcun ruolo e lo hanno fatto volontariamente”.
Il rischio di investire in criptovalute
Che Milei, Davies e compagnia siano vittime o complici interessa poco. La vicenda di $Libra deve insegnare a ogni risparmiatore l’importanza di ragionare sulle proprie scelte di investimento. Prima di agire d’impulso di fronte ad una opportunità di guadagno sensazionale occorre fare delle attente e personali valutazioni.
Non importa chi stia sponsorizzando quell’investimento. Può essere anche il capo dello Stato a suggerirlo: la decisione di investire i propri soldi va sempre pensata. Che cosa c’è dietro questa criptovaluta? Come funziona l’investimento in crypto e quali sono i rischi? Cosa dicono gli esperti su questo token?
Informarsi prima di agire può metterti al riparo da mosse azzardate spinte dalla FOMO (acronimo per definire la “paura di restare fuori” da un potenziale affare redditizio), o peggio da vere e proprie truffe finanziarie.
Chi ti contatta proponendoti investimenti sicuri e guadagni facili, insistendo e mettendoti un senso di urgenza, ha tutti gli indizi per essere un truffatore.
Presta estrema attenzione alle tantissime pubblicità online e sui social media. Promozioni di meme-coin, prelanci di misteriose crypto, annunci sensazionalistici su nuovi token pronti ad esplodere. Il settore è ancora poco regolamentato e questo crea le condizioni perfette per chi cerca di truffare i risparmiatori.
Il pericolo di credere a qualche influencer o a qualche pubblicità è sempre dietro l’angolo. Nel campo degli investimenti non bisogna prendere alla lettera i consigli di nessuno, nemmeno di un presidente.
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